Walter Pinci

L’altra faccia del pagamento

Il pagamento è stato il tema centrale del seminario tenuto da Walter Pinci lo scorso venerdì 31 Maggio 2013, nella sede ELIS.

Laureato in giurisprudenza, si è successivamente specializzato in marketing.

Prima di approdare in Poste Italiane ha lavorato in American Express e in BNL Positivity, occupandosi sotto diversi punti di vista dei sistemi di pagamento.

La storia del pagamento è antica e risale alle origini della civiltà, come evoluzione naturale del baratto.

La curva che ne rappresenta lo sviluppo è stata lenta per moltissimo tempo e ha subito un’impennata solo negli anni ’50 grazie all’introduzione della carta di credito.

In quegli anni, il valore aggiunto che un sistema di pagamento poteva dare era quello di consentire l’operazione del pagamento “bene e presto”.

In seguito, però, è iniziato ad emergere un altro aspetto del pagamento, legato alle informazioni che entrano in gioco in ogni transazione. Infatti, monitorando le operazioni finanziarie di un cliente, è possibile ricavare numerose informazioni circa le abitudini, i gusti e lo stile di vita dello stesso, e quindi costruirne un vero e proprio profilo.

E questo aspetto è molto intrigante dal punto di vista del marketing: in tal modo è possibile fornire una pubblicità personalizzata rispetto alla persona e contestualizzata al luogo in cui viene effettuato un acquisto.

Lo scopo è quello di indurre il cliente all’acquisto di un prodotto a lui congeniale, che può trovare in un punto vendita a lui vicino.

Inoltre, il pagamento tramite carta porta anche un’altra rivoluzione, se praticato ad ampia scala: la graduale scomparsa di denaro liquido circolante e della criminalità ad esso associata.

Statistiche dimostrano, infatti, che ad un alta circolazione di contanti è associato un alto tasso di criminalità e di corruzione.

Ma come sempre, la storia ci insegna che non è tutto oro quello che luccica.

I moderni metodi di pagamento non diminuiscono il rischio di subire il furto dei propri dati, quindi è indispensabile garantire la massima sicurezza.

Inoltre, come ogni rivoluzione che si rispetti, anche questa deve affrontare la reticenza e la diffidenza delle persone verso il cambiamento delle proprie abitudini.

In Italia questo fenomeno è particolarmente presente, a causa del forte legame delle persone con i sistemi tradizionali di scambio. Inoltre tale tipologia di pagamento lascia poco spazio agli evasori delle tasse.

Quindi in conclusione, se da un lato la digitalizzazione del pagamento ci conduce ad un sistema di consumo personalizzato e presumibilmente più sicuro, dall’altro ci spinge a contribuire a realizzare una società in cui siamo sempre più controllati e controllabili, come in un “Grande Fratello”.

 

Cosimo Frioli, Silvia Mariotti, Sara Masella.