Power Point

Personal Development Interview

TITOLO: PDI

“Drin!”, nuova mail;

Oggetto: Personal Development Interview

Appuntamento: domani ore 16:00

Luogo: Aula Leonardo

Docente: Nemmeno a farlo apposta, Leonardo.

 

Accetto e torno a lavorare concentrato sul progetto, quella è stata la prima volta che ho sentito parlare di PDI.

L’indomani alle ore 16:00, 15:45 per la precisione poiché questo mese faccio parte del gruppo del mese, ero già in aula Lenoardo; la lezione è stata abbastanza interessante, “sicuramente uno spunto su cui riflettere”, pensai.

Di lì a poco quello che era uno spunto su cui riflettere è diventato qualcosa su cui investire del tempo, ma procediamo per gradi.

In quella giornata, tra le altre cose, si è parlato dello schema di Johari.

Si tratta di un’area suddivisa in quattro quadranti, in ognuno di essi si misura il grado di conoscenza che noi abbiamo di noi stessi e che gli altri hanno di noi, la combinazione di talimisure identifica 4 aree:

Nel primo quadrante ci sono le informazioni note sia al soggetto che agli altri (public Zone), nel secondo quelle che la persona conosce di se ma che gli altri non conoscono (private Zone), nel terzo le informazione note agli altri ma sconosciute a noi  (Blind zone) e infine l’angolo delle informazioni sconosciute sia a noi che agli altri (Subconscio).

Ciò che mi interessa mettere in evidenza è la Blind Zone, ognuno di noi dovrebbe impiegare del tempo per tentare di ridurre al minimo questa zona in modo da migliorare sia come individualità sia come membro di un gruppo.

E’ grazie ai feedback ricevuti da chi in questi primi mesi mi ha osservato, che ho preso coscienza di quelli che credevo essere i miei punti forti ma in realtà non lo sono.

Analogamente ho capito che qualità che ritenevo di non possedere, in realtà sono presenti prepotentemente nella mia persona.

Ho definito delle aree di miglioramento e dei punti di forza, ne sono molto felice e mi impegnerò al massimo per colmare le lacune laddove presenti e per cercare di eccellere laddove c’è qualcosa in cui di base sono già bravo.

Proprio il tentativo di migliorarmi, in seguito ad alcuni feedback ricevuti, è il motivo che mi ha spinto a scrivere questo articolo che sono sicuro sarà molto utile a quelli che mai hanno sentito parlare dell’argomento, proprio come me  fino al momento in cui arrivò quel “Drin!”.

Fabrizio Casella