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FIVE GOLDEN RINGS FOR DUBLIN!

La verità è che prima di partire non ci credevo.  Leggevo gli articoli degli ex JC che parlavano di Dublino, “è come avere una nuova famiglia”, “ è stata un’esperienza unica”, “indimenticabile”, e intanto pensavo: “ecco le tipiche frasi che bisogna dire in queste circostanze”.

Bene, è proprio vero che prima di parlare bisogna esserci passati. E ora che ci siamo passati, mi rendo conto che tutte quelle parole che pensavo fossero banali, non possono minimamente descrivere cosa è stato Dublino.

Piuttosto che utilizzare mille aggettivi, scelgo una sola parola: “Energia”.

Dublino per noi è stata pura energia, potentissima e inaspettata, scoppiata dall’incontro di 19 persone, totalmente diverse eppure assolutamente perfette insieme.

La nostra giornata tipo durava di media 22 ore, ciascuna delle quali rifletteva una voglia incredibile di goderci ogni singolo istante di quell’esperienza.

Si iniziava la mattina a scuola, anzi no, si iniziava sul bus, il nostro personale salotto con le ruote. Dico personale perché in pratica era per metà occupato da noi, soprattutto i posti di dietro, quelli da bulli.

Poi c’era la scuola, i compagni di classe, le pause caffè (caffè per modo di dire) e le partite a biliardo. Ma soprattutto: poi c’era Declan, la nostra guida spirituale e materiale in Irlanda. Se non ci sono parole per descrivere Dublino, ce ne sono ancora di meno per descrivere lui! Un soggetto di due metri, baffo e capello lungo e biondo, camminata molleggiata e uno stile nel vestire decisamente originale. E’ stato lui a scandire il ritmo dei  nostri pomeriggi irlandesi, con attività improbabili e irripetibili, delle quali purtroppo esistono anche delle prove.

Un altro pezzetto della giornata era dedicato alle famiglie che ci ospitavano, alcune delle quali credo siano state (molto) felici della nostra partenza!

E alla fine si arrivava al dopo cena, cioè alle 7 di sera, quando ci si rincontrava alla solita fermata del solito bus, pronti per iniziare la serata.

Il momento di fare le valigie per tornare in Italia è stato quello più difficile, quello in cui si tirano le somme di tutto, quello in cui ti accorgi che ciò che stai portando a casa con te non sono i mille souvenir che hanno fatto quasi esplodere le nostre valigie. Ciò che abbiamo portato a casa siamo stati NOI, noi tutti insieme, noi tutti uniti e noi tutti con il bisogno di stare insieme ancora.

Questa è stata la cosa più bella di Dublino.