JC 1 ANNO DOPO

JC 1 anno dopo!

  • Perché hai scelto di partecipare a Junior Consulting?

“Inizialmente non conoscevo il programma, me ne ha parlato per la prima volta un mio amico nonché compagno di facoltà che aveva preso parte all’edizione JC15. Le sue opinioni a riguardo erano estremamente positive e ciò mi ha indotto a raccogliere maggiori informazioni. Ho pensato che effettivamente, le technical skills da sole non fanno la differenza nel mondo del lavoro. Ciò che fa veramente la differenza è la capacità di uscire dall’ambiente universitario carico di un bagaglio di soft skills che solo chi ha già lavorato a lungo o, in questo caso ha fatto JC, è in grado di vantare. È questo che veramente fa la differenza. Sapere come parlare in pubblico, essere in grado di fare un meeting in tempi rapidi e senza diventare banali, capire quale  è veramente la mentalità di una società di consulenza, la (non troppo sottile) differenza tra referente e committente e via dicendo”.

  • Ad un anno dal termine della tua esperienza, quali pensi che sia il valore aggiunto che ti ha dato partecipare a Junior Consulting?

“A costo di ripetermi, credo che il valore aggiunto dall’esperienza in Junior Consulting sia legata innanzitutto alle mie soft skills profondamente migliorate e alla capacità di vedere veramente il mondo del lavoro per quello che è realmente. A questo si aggiunge un grandissimo valore che non ha prezzo e che è rappresentato dai legami umani stretti durante i miei 6 mesi in CONSEL: i miei compagni di JC, i miei team member con i quali ci sentiamo tutti i singoli giorni anche ad un anno di distanza e poi il rapporto conflittuale di amore-odio con il mio team leader. Un altro bagaglio importantissimo che mi è rimasto sono i ricordi. I ricordi degli incontri con le personalità di spicco nel campo economico o informatico italiano, i quindici giorni di studio a Dublino e tutti gli innumerevoli momenti di svago e divertimento consumati insieme”.

  • Qual è il tuo percorso di carriera ad oggi?

“Analyst presso Avanade Italia”.

  • Consigli per avere maggiori chance di successo nella carriera professionale?

“Cercare di capire per cosa si è più portati. E, una volta capito, seguire quella strada. Se ad esempio si dimostrano spiccate capacità di socializzazione, si ama stare a contatto con il cliente e non si ha paura di modellare i propri orari di lavoro in base alle esigenze del referente, allora forse si è portati per una carriera da funzionale. Viceversa, se si dimostrano spiccate attidudini al problem solving, alla “creazione” di qualcosa da zero oltre ad uno spiccato senso pratico verso l’aspetto più tecnico dell’informatica, allora forse la carriera perfetta è programmatore e/o solution architect”.

  • Ritieni che Junior Consulting ti abbia aiutato? Come?

“Sì, mi ha aiutato nel consolidare o addirittura apprendere partendo da zero, quelle soft skills che mi sono attualmente necessarie per condurre un buon lavoro di squadra con i miei colleghi. La risposta che dovrei dare a questa domanda è essenzialmente la stessa che ho dato nella prima. Mi ha aiutato tenendo fede alle aspettative che mi ero fatta quando ho deciso di partecipare a Junior Consulting”.

  • Che consigli daresti agli studenti che stanno per uscire dal mondo universitario e si affacciano per la prima volta al mercato del lavoro?

“Di tentare la fortuna e fare un colloquio per il programma Junior Consulting. Tutto quello che c’è da sapere per entrare nel mondo del lavoro è racchiuso lì dentro. E se così non fosse non staremmo qui a parlarne no? :) “.