JC23

JC23:una scuola di vita

Quando mi sono candidata per il programma, ero in cerca di un’esperienza lavorativa che mi permettesse di lavorare ad un progetto reale su cui sviluppare la mia tesi di laurea e di partecipare a delle interessanti giornate di formazione. Oltre a questo, 2 settimane a Dublino per vivere un’esperienza all’estero e perfezionare la lingua inglese.

Tutto ciò sembra sufficiente per descrivere Junior Consulting e quello che può offrire. In realtà non è così, perché spesso nel descrivere il programma trascuriamo la parte più importante, quella umana.

JC è soprattutto un’esperienza di vita: entri che sei una persona ed esci che sei una totalmente nuova, più matura, più consapevole di se stessa.  Ti metti a confronto con persone che vengono da tutta Italia, incontri dirigenti di azienda che mai avresti pensato di conoscere, ed impari tanto da ognuno di loro.

JC non è solo lavoro e formazione, è anche quando ci troviamo tutti insieme la sera a bere una birra, le partite di calcio e pallavolo, gli aperitivi a Piazza Bologna, i 300 messaggi da leggere sul gruppo (anzi, i gruppi) di Whatsapp, il caffè al bar Tiffany dopo pranzo e l’Oroscopo de “Il Messaggero”.

JC è quando vorresti ridurre l’uso del tuo dialetto e nel passare dei mesi ti accorgi che finisci per parlare un misto di 10 dialetti diversi. 

JC è il Mc Donald di “obiettivi raggiunti”, l’ansia prima delle presentazioni con i Team Leader, le ragazze “bon bon”, i VDM, i “tenero/a” di Elenia e i “UAAA” di Antonia.

L’esperienza di Junior Consulting per me è stato tutto questo, ma anche molto altro, e non basterebbe certo un articolo per descriverlo.

Il 30 Aprile tutto questo giungerà alla fine e la mia valigia non sarà piena soltanto di vestiti, ma anche di ricordi e di esperienze vissute.  E se parlando di Junior Consulting qualcuno mi facesse la fatidica domanda “ne è valsa la pena?”, io risponderei (citando Verdone): “ne è valsa la pena…NE E’ VALSA VERAMENTE LA PENA!”