un giorno

Una giornata su cui riflettere

Quello che segue è quanto accadde in una giornata di metà giugno al team JC24 che si occupava del progetto e-voting Services per conto del TI Lab di Torino, team meglio noto come Team eVo.

Il team si componeva di tre ingegneri: Ivan, Lorenzo e Luigi. Tre persone dai caratteri diversi, unite per il conseguimento di obiettivi comuni. Quel giorno l’obiettivo era raggiungere la sede di Telecom Italia in Corso d’Italia a Roma per il primo incontro con la referente del progetto.

I tre compagni d’avventura, di buon mattino, si trovarono nell’openspace non senza una buona dose di emozione mista ad adrenalina per l’imminente incontro del pomeriggio. A quel punto iniziò una serie di sfortunati, quanto imprevedibili, eventi.
La situazione meteorologica era buona ma all’improvviso precipitò e cadde il cielo. Fulmini, lampi e saette accompagnarono per tutta la mattina un’incessante quanto abbondante pioggia. Il team era preoccupato di non riuscire a mettere piede all’esterno senza prima aver indossato una muta da sub completa di respiratore. Stoici e senza timore, Lorenzo e Luigi andarono a mangiare qualcosa fuori, lasciando Ivan a consumare un frugale pasto nella sicura tranquillità della sala ristoro interna. Il meteo fu però inclemente e rientrarono zuppi d’acqua fino quasi allo stomaco.

Finalmente arrivò il momento di partire alla volta di Corso d’Italia e raggiunsero il responsabile del progetto Marco Oreste che li aspettava nel parcheggio. All’occhio critico dei tre ingegneri non sfuggi che la pressione degli pneumatici dell’autovettura era
pericolosamente bassa. Infatti i tre segnalarono al loro accompagnatore la necessità di raggiungere un professionista in grado di ripristinare correttamente la pressione. Inoltre, i tre, annotarono che il portellone del vano portabagagli aveva incamerato una
considerevole quantità d’acqua, palesando la presenza di una seria infiltrazione. La domanda, pur se mai posta, era chiara a tutti: “Arriveremo? E nel caso, sarà per tempo?”

L’obiettivo comune era diventato raggiungere in auto il luogo dell’incontro e trovare un parcheggio. L’eventualità di non trovarne uno regolare, però, fu prontamente risolta da Ivan che, con le sue competenze in problem solving, si propose di aspettare gli altri in macchina per evitare la multa nel caso fossero sopraggiunte le forze di polizia. Mai avrebbero potuto aspettarsi quel che è accaduto negli istanti successivi.

Accomodatisi tutti in macchina, partirono con Marco Oreste alla guida. L’uscita dal parcheggio era però ingombrata da un veicolo parcheggiato in contravvenzione alle norme del codice stradale. Marco Oreste tentò di scavalcare l’ostacolo eseguendo una manovra che, però, gliene fece scavalcare uno ben più insidioso perché nascosto: il marciapiede. Si da il caso che, nel punto in cui si eseguiva la manovra, il marciapiede presenta una corta appendice con angoli poco smussati. L’automobile salì su tale appendice con la ruota posteriore destra che, a causa della scarsa pressione di gonfiaggio, si lacerò. I passeggeri si accorsero del danno soltanto dopo alcune decine di metri, quando l’asse posteriore dell’automobile iniziò a sbandare non poco. Una volta scesi dal mezzo e accertata la gravità del danno decisero di lasciarlo al suo destino, parcheggiato in una strada frequentata da loschi figuri. Marco Oreste tentò, come misura preventiva, di bloccare le portiere dell’automobile ma questa sembrò prender vita quando spontaneamente i cristalli delle portiere anteriori si abbassarono e quindi bloccarono.

Dopo qualche tentativo fallito, il tenace autista riuscì nell’impresa e poté finalmente bloccare le portiere. A quel punto l’obiettivo comune era raggiungere la sede di Telecom Italia usando il sistema di trasporto pubblico romano che, nel traffico impazzito della metropoli, poteva significare impiegare ore. Marco Oreste si vide costretto ad avvisare, che il team non sarebbe mai potuto arrivare puntuale all’incontro. Il gruppo si avviò quindi verso la più vicina fermata del bus 61 ed attese la sua partenza. A quel punto il fato si distrasse dalle vite del preoccupato team eVo che riuscì così a raggiungere, seppur con forte ritardo, il luogo della riunione. L’odissea del team eVo terminò quando ad accoglierli trovarono la referente del TI Lab che, con estrema cortesia e professionalità, li fece accomodare nella sala dove avrebbero affrontato con successo il kick-off del progetto.

Per quanto ci si possa preparare ed organizzare in anticipo, gli imprevisti capitano e possono stravolgere i programmi fatti. L’importante è restare focalizzati sull’obiettivo ed affrontare i problemi con tranquillità solo quando si presentano. L’esperienza in JC insegna anche questo.

Ivan