One-way-or-another

Artefici o Vittime del nostro destino?

Quando ELIS ha deciso di darmi questa opportunità di crescita ha soddisfatto una mia importante esigenza.
Dopo anni di studio, più o meno motivante, spesso finalizzato al semplice superamento dell’esame, ho cominciato a sentire la necessità di affacciarmi al mondo del lavoro.
La volontà di partecipare al programma Junior Consulting ha portato con sé la conseguenza di dover prendere delle decisioni importanti, volte inevitabilmente a condizionare il mio futuro lavorativo ed educativo.

Siamo tutti, più o meno inconsapevolmente, coinvolti in un radicato processo decisionale. La nostra storia si costruisce nelle scelte fatte da chi ci ha preceduti. E oggi, come in passato, non possiamo non prendere decisioni.

In qualsiasi ambito. Lavorativo, sentimentale, comportamentale, ecc..
In un percorso mirato all’autorealizzazione e all’autoconsapevolezza, rimanere neutrali nelle opinioni e nelle relazioni è quanto di più fallimentare possa esistere. I “neutrali” non domineranno mai i fatti che li circondano.

Spesso mi sono chiesta se ci fosse, in ogni contesto, una decisione universalmente giusta da prendere.
Altrettanto spesso, quella che io ho ritenuto essere la decisione giusta, poiché razionalmente coerente, non è stata facile da prendere.
Di giorno in giorno e faticosamente, ho dovuto smontare l’idea che la decisione “giusta” fosse quella puramente dettata dalla razionalità.

Il corso di formazione che più mi ha coinvolto, tra tutti quelli offerti dal Consorzio, è stato quello riguardante ilDecision Making.
Prendere una decisione tra le tante possibili significa valutare le conseguenze di ognuna di esse. In un contesto, per me, così formale e proiettato ad una visione d’azienda,  non avevo considerato l’aspetto irrazionale del fare una scelta. Scoprire, soprattutto, dalle parole di Michele Liberato, Presidente di EMC2 Italia, che non si può prescindere dall’aspetto emotivo delle nostre scelte, mi stupisce e in parte mi solleva.
Sono dunque arrivata alla consapevolezza che la cosa giusta non sia prendere la decisione “giusta”. La cosa giusta è decidere.

 

 

Luana Alfonso