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C’era una volta un toscano…a Junior Consulting

SONO UN RAGAZZO POLIGLOTTIDE

“C’era una volta un toscano…a JUNIOR CONSULTING”

“Sei toscano?”, “prova a dirmi: coca cola con la cannuccia corta corta”.

Allora, partiamo dal fatto che il titolo è una frase che mi è stata detta a Dublino e che difficilmente scorderò (la ragazza in questione forse è meglio non nominarla ma voleva dire POLIGLOTTA), per quanto riguarda le altre due, la prima non è l’inizio di una barzelletta ma l’inizio della mia storia e la frase sotto è la classica frase di una qualsiasi persona, non proveniente dalla toscana, detta ad un toscano appena lo sente parlare. Si, appena lo sente parlare, perché a noi toscani basta poco per farci riconoscere.

Altro luogo comune è che la gente pensa che tutti i toscani vengano dalla culla del rinascimento (Firenze per i più ignoranti…dai scherzo, lo so che lo sapevate ma noi toscani si ruzza, ovvero si scherza, sempre) quindi non esiste alcuna città al di fuori di Firenze.

Dopo questo breve preambolo, dal quale avrete capito da dove vengo, o meglio avrete capito che sono toscano ma non di Firenze, vorrei raccontarvi le prime due settimane di formazione qui a JC: E’ STATO UN INFERNO!!!!!!!!!!

Dovevo andare a giro con il traduttore perché nessuno mi capiva, la scena che non scorderò mai è quando in un momento di pausa e di silenzio me ne esco dicendo:”bimbi ma stasera non si va da punte parti?”

Forse se gli chiedevo centomila euro avrebbero fatto una faccia meno scioccata, tutti che si guardavano tra di loro chiedendosi in che lingua avessi parlato. Per la cronaca la traduzione è questa:”ragazzi/e ma stasera non andiamo in nessun posto?”

Un’altra che non scorderò mai è:”la solita cosa” (la solita ‘osa in dialetto), ecco sull’uso della parola “solita” potremmo star qui a parlare per giorni e giorni ma ve lo risparmio, nessuno mi capiva e quindi dovevo cercare un altro modo per spiegargliela.

Addirittura qualcuno, dopo che siamo tornati dalle vacanze, mi ha confessato che delle volte non mi capiva quando parlavo però annuiva per non fare brutta figura.

Altro luogo comune è che qualsiasi toscano dice la lettera “C” aspirata…NO!!!!!!!!!!!!!!!!! Io che sono di Pontedera la “C” non la dico proprio, quindi tutte le volte che erano presenti parole con questa lettera qualcuno si avvicinava a me e mi faceva:”ma te questa parola come la dici?” puntualmente ripeteva la parola ma con la C aspirata. Ma vaglielo a spiegare a questa gente che noi siamo, oltre alla culla del rinascimento, anche la culla dell’italianoJ

Però devo ammettere che la prima cosa che mi è stata detta appena mi sono presentato fuori dal bar è stata:”parla parla che mi piace il dialetto toscano”. Quindi diciamo che una piccola soddisfazione me la sono levata.

Ma vi rendete conto cosa dobbiamo patire noi toscani quando usciamo dalla nostra amata terra??? Io vi farei sentire come parlano gli altri e poi mi diteJ

Ps: se volete una traduzione in toscano di questo articolo non esitate a contattarmi