fritto misto

Fritto misto per tutti!

Ora proverò a spiegarvi il JC con una metafora culinaria (cercate di mantenere il focus senza acquolina!).

Quando si va a mangiare la pizza in comitiva, anche se ci si conosce da tempo e i tuoi amici potrebbero ordinare per te dato che da vent’anni prendi sempre la solita ‘margherita-e-birra-media’, c’è ogni volta quel momento in cui metti in discussione i tuoi gusti e decidi di dare una veloce occhiata al menù. Non c’è cosa più complicata: ti butti in una concentratissima lettura cercando, invano, di isolarti dalla confusione di sottofondo della pizzeria. Ti sembra di annegare nella marea dei 100 gusti più uno (che ti manda più in crisi di tutti perché è quello ‘a piacere’ del pizzaiolo), ti guardi attorno e scopri che anche i tuoi amici stanno sperimentando la tua stessa impresa. Quando arriva il cameriere che (già al terzo tentativo di prendere le ordinazioni) timidamente e con una punta di esasperazione chiede “Siete pronti?”, nell’indecisione più totale tutti lo guardano come se fosse un alieno.

Finalmente interviene la casertana del gruppo (lei sa come vanno queste cose) e dice: “Ragazzi, per cominciare fritto misto per tutti?”. Non c’è bisogno di pensarci due volte e all’unisono tutti dicono “Siii!!!” tirando un sospiro di sollievo per aver guadagnato qualche minuto in più per scegliere la pizza.

Arrivano le prime vagonate di patatine, frittelline, arancine… Nessuno si muove e tu pensi ‘Quanta poesia ci può essere in un fritto misto?’. Sarà il delirio da fame ma ti sembra di avere un’illuminazione… All’apparenza non si riesce a distinguere un’oliva ascolana da una mozzarellina panata ma quanto è grande lo stupore quando si inizia a mangiare? Quando si assaggia prima una cosa, poi l’altra, poi un’altra ancora… ti spinge solo la curiosità. E pensi anche che non potresti rinunciare ad assaggiare tutto perché non sai mai quali bontà ti riserva il fritto misto. Nel frattempo la fame è già passata e tutti sono felici.

JC è una specie di fritto misto. All’inizio vieni catapultato in un gruppo di ragazzi e ragazze che sembrano tutti uguali: più o meno stessa storia, stessa età, stesse facoltà…Non li hai mai visti prima e pensi di conoscerli. Eppure, man mano che passano i giorni inizi a smentire le impressioni della prima ora, approfondisci i rapporti, guardi le persone con altri occhi e scopri quanto siano diverse le une dalle altre.

Il momento più bello è quando inizi ad apprezzare davvero tutte le differenze e a pensarle come risorse che lavorando in gruppo sono fondamentali e sempre sorprendenti! Non ci si annoia mai!

E adesso che il JC volge al termine già sento nostalgia ma mi porto dentro tutte le cose che ho imparato e ne faccio tesoro.

Grazie a tutti amici!

Rosanna