TeamJC26

Progetti reali per misurarsi con il mondo del lavoro

È iniziata ormai da alcuni giorni la seconda fase di Junior Consulting.

Dopo le prime 2 settimane di formazione in aula e il successivo trasferimento a Dublino per le 2 settimane di English School, si è entrati ormai nel vivo del programma. Con un breve ma intenso incontro ufficiale, lunedì 8 giugno presso l’aula Spallanzani sono stati presentati ai Junior Analyst la composizione dei team e dunque dei progetti sui quali lavoreranno nel corso dei prossimi 4 mesi.

Uno degli elementi che caratterizzano il programma inserito all’interno della Consulting Academy è senza dubbio la natura stessa di tali commissioni, tutte avanzate da aziende di prestigio (appartenenti al Consorzio ELIS) e mirate al raggiungimento di obiettivi concreti; una vera “rivoluzione” se si pensa alla natura accademica degli approfondimenti fino ad ora principalmente svolti dai partecipanti, per la maggior parte laureandi o neolaureati.

Questo fatto non può che imporci una riflessione circa la forza di Junior Consulting. La possibilità che si ha in questo contesto di misurarsi con progetti caratterizzati da un obiettivo tangibile ed un’utilità reale del prodotto finale, infatti, non può che fornire innumerevoli motivazioni ai partecipanti i quali finalmente riescono a ricondurre i propri sforzi formativi al mondo che li circonda; è la prima grande occasione che essi hanno per assumere consapevolezza delle proprie competenze in funzione del livello di percezione pubblica legata al risultato. Ma se da un lato i progetti (e le aziende che vi sono dietro) offrono la possibilità ai JC di accrescere il proprio bagaglio esperienziale, fornendo oltretutto la possibilità di massimizzare il valore del tempo dedicato alla stesura della tesi che potrà infatti basarsi sul progetto stesso in quanto più che valida componente sperimentale, dall’altro il dinamismo, la preparazione accademica ancora viva e la forte curiosità che caratterizzano i giovani coinvolti sono fattori determinanti per il successo e aiutano di certo i committenti a perseguire efficacemente gli obiettivi prefissi; lo scambio di esperienze, capacità e competenze si manifesta dunque in entrambi i sensi dando così vita ad un incubatore di talento capace di generare energie dalle sinergie.

L’incalzare delle periodiche consegne a cui i team sono sottoposti genera inoltre un clima estremamente vivace che pone il contesto in una condizione di continua evoluzione; ed è proprio l’evoluzione il motore principale delle idee. Non mancano perciò gli elementi tali da farci credere che alto potrà essere il rendimento legato all’esperienza; un rendimento capace di muoversi su più piani seguendo le direzioni della crescita: per le aziende e per gli individui.

Stefano Fraticelli