I JC nel tempo..

Dario Lucia

Perché hai scelto di partecipare a Junior Consulting?

Junior Consulting è stato particolarmente attrattivo per me per la possibilità di svolgere una tesi su un’esperienza lavorativa concreta invece di una tesi esclusivamente “accademica”. L’ambiente mi ha convinto subito, ho percepito da subito grande professionalità.

 A distanza dall’esperienza quale pensi che sia il valore aggiunto che ti ha dato partecipare a Junior Consulting?

Sicuramente la formazione. A poche persone appena entrate nel mondo del lavoro capita di ricevere un inquadramento professionale così valido, in cui vengano insegnati aspetti come lo standing, il public speaking, il self marketing…

Qual è il tuo percorso di carriera ad oggi?

Ad oggi lavoro per una società di consulenza di medie dimensioni, sono molto soddisfatto del percorso intrapreso, pur avendo conseguito la laurea meno di due anni fa.

 Consigli per avere maggiori chance di successo nella carriera professionale?

Mi sono reso conto che dare un profilo internazionale alla propria esperienza formativa/professionale sia fondamentale. Consiglio senza dubbio un percorso di questo tipo.

 Ritieni che Junior Consulting ti abbia aiutato? Come?

Junior Consulting mi ha aiutato ad entrare nel mondo del lavoro con “una marcia in più” in termini di conoscenza delle dinamiche che avrei incontrato, soprattutto nel mondo della consulenza. E’ stato un acceleratore. Aggiungo un punto: ricordo in maniera estremamente positiva quelle che chiamavamo sessioni di feedback, in cui ci veniva data la possibilità di apprendere dagli altri, i punti di forza e gli aspetti da migliorare; questa franchezza non si ritrova di frequente nel mondo del lavoro “vero”, ma è fondamentale e imprescindibile per la crescita.

 Che consigli daresti agli studenti che stanno per uscire dal mondo universitario e si affacciano per la prima volta al mercato del lavoro?

Consiglierei di non focalizzarsi solo sulle grandi aziende, nelle quali talvolta si rischia di finire in processi quasi meccanizzati, ma di cercare uno spazio in cui si sentano autonomi nella realtà professionale di tutti i giorni e lasciati liberi di pensare in maniera differente e propositiva.