Vincenzo Soprano, non solo business…

Vincenzo Soprano
Vincenzo Soprano

Sabato 19 Giugno si è svolto l’ultimo dei tre incontri che in questi ultimi mesi ha permesso a noi JC e ai ragazzi della biennale di conoscere l’A.D. di Trenitalia, Vincenzo Soprano, una persona dalle grandi doti comunicative e dal forte spessore morale.

Nelle sue lezioni Soprano ha affrontato tematiche di business, comuni a diversi corsi da noi già seguiti, con uno stile semplice, chiaro e con un punto di vista molto pratico e orientato alla realtà. Attraverso moltissimi esempi, alcuni dei quali provenienti dalla sue esperienze professionali, Soprano ha saputo trasmetterci non solo importanti concetti di business, ma anche preziosi consigli di vita vissuta.

Mentre i primi due incontri sono stati prettamente teorici e hanno riguardato temi come l’analisi strategica e la corporate finance, nel terzo incontro ci siamo divisi in 4 gruppi e abbiamo affrontato un caso di business reale: l’obiettivo era valutare la convenienza di un investimento, utilizzando gli strumenti appresi in precedenza, e decidere se intraprenderlo o meno. E’ stata un’esercitazione interessante, che ci ha fatto riflettere su quanto sia difficile prendere una decisione avendo a disposizione pochissimi elementi. Eppure questo è ciò che spesso succede, non solo nel business, ma anche nella vita reale…

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Senso di appartenenza e dinamicità: il trade off del manager

Roberto Renon, responsabile dell’Area di business Generazione di Enel, ha portato la sua interessante testimonianza e riflessione sulla figura del manager moderno agli allievi del programma Junior Consulting.

La figura del manager tracciata da Renon è una figura assolutamente dinamica e flessibile, conscia di doversi rimettere in discussione periodicamente e di adeguarsi al network aziendale nel quale si trova a lavorare. Necessario è però in ogni progetto essere motivati non solo a raggiungere un risultato finale, ma anche a creare un clima di continuo confronto e di discussione con gli altri collaboratori, un clima nel quale ci sia un forte senso di appartenenza agli obiettivi, dal momento in cui si firma il contratto alla scadenza dello stesso. Dalla sua esperienza emerge proprio questo: lavorare in campi apparentemente non affini (elettrico e trasporti) in luoghi lontani geograficamente e culturalmente come la Siberia, il Giappone e il Sud Italia, richiede lo sviluppo più di aspetti comportamentali e sociali aperti a contesti diversi, che di capacità conoscitive eccelse.

Ha concluso infatti dicendo che il Project Manager è lo stesso in ogni campo, ciò che cambia è il contesto, non le tecniche che sono universali. Per essere competenti c’è solo bisogno di condividere il contesto con chi è già inserito nell’azienda, anche in ruoli di minore responsabilità, e invertire il processo di knowledge che tipicamente va dal basso verso l’alto.

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