Primo Celebration Day Junior Consulting

Lunedì 21 Gennaio si è svolto per la prima volta il “Celebration Day“. I ragazzi che hanno partecipato alle edizioni 17 e 18 del programma Junior Consulting si sono confrontati presentando i loro progetti di fronte ad una commissione capitanata da: Livio Gallo, Direttore della Divisione Infrastrutture e Reti di EnelGianluca Pancaccini, Responsabile IT Telecom ItaliaGianluca Corti, Direttore della Business Unit Consumer, il tutto coordinato dal Direttore del Consorzio Elis Pietro Papoff.

I 10 progetti in gara sono stati valutati sulla base di diversi parametri, alcuni dei quali sono stati:

  • Innovatività della soluzione
  • Efficacia della presentazione
  • Verifica del rispetto dei requisiti forniti dal committente

Al termine delle presentazioni sono stati premiati i vincitori: Flavio Ferraro, Gjergji Furxhi, Cristian Pierro, Team Leader Vincenzo Lucio Marrone con il progetto Vulnerability Assessment per Telecom Italia. Tutti i ragazzi hanno ricevuto il diploma di partecipazione al JC. La cerimonia si è conclusa con un aperitivo. Siamo stati colpiti dall’attenzione che la commissione ha mostrato nei confronti dei ragazzi e soprattutto dalla loro sincerità:

“Sono molto più veri dei consulenti che ti vogliono intortare.”   Livio Gallo

“Impressionato dai risultati ottenuti.”   Gianluca Pancaccini

“I ragazzi vedono tutto con sguardo chiaro.”   Gianluca Corti

httpvh://www.youtube.com/watch?v=_oJyXUFIJsU

In attesa del “nostro” Celebration Day..

JC19

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Senso di appartenenza e dinamicità: il trade off del manager

Roberto Renon, responsabile dell’Area di business Generazione di Enel, ha portato la sua interessante testimonianza e riflessione sulla figura del manager moderno agli allievi del programma Junior Consulting.

La figura del manager tracciata da Renon è una figura assolutamente dinamica e flessibile, conscia di doversi rimettere in discussione periodicamente e di adeguarsi al network aziendale nel quale si trova a lavorare. Necessario è però in ogni progetto essere motivati non solo a raggiungere un risultato finale, ma anche a creare un clima di continuo confronto e di discussione con gli altri collaboratori, un clima nel quale ci sia un forte senso di appartenenza agli obiettivi, dal momento in cui si firma il contratto alla scadenza dello stesso. Dalla sua esperienza emerge proprio questo: lavorare in campi apparentemente non affini (elettrico e trasporti) in luoghi lontani geograficamente e culturalmente come la Siberia, il Giappone e il Sud Italia, richiede lo sviluppo più di aspetti comportamentali e sociali aperti a contesti diversi, che di capacità conoscitive eccelse.

Ha concluso infatti dicendo che il Project Manager è lo stesso in ogni campo, ciò che cambia è il contesto, non le tecniche che sono universali. Per essere competenti c’è solo bisogno di condividere il contesto con chi è già inserito nell’azienda, anche in ruoli di minore responsabilità, e invertire il processo di knowledge che tipicamente va dal basso verso l’alto.

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