Gli allievi di Junior Consulting e il Capo di Stato Maggiore della Difesa

vcamporiniGli allievi di Junior Consulting hanno incontrato Vincenzo Camporini, Capo di Stato Maggiore della Difesa. Arruolatosi in aeronautica nel 1965, il Generale Camporini ha frequentato fino al 1969 l’Accademia Aeronautica con il corso Drago III, laureandosi in Scienze Aeronautiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel 2004 si è laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università degli Studi di Trieste. Fino al 30 gennaio 2008 è stato in carica come Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e dal 12 febbraio 2008 è il Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Attento, preciso e risoluto, Camporini ha raccontato agli allievi del Programma come sia cambiato l’esercito negli ultimi cinquant’anni e di quanto sia stata profonda la ristrutturazione che si é trovato ad affrontare. Camporini ha trattato il tema della responsabilità e del lato umano del suo lavoro, spesso difficile e delicato. Ha evidenziato come per un leader sia importante guadagnarsi la fiducia e il rispetto delle persone con cui si lavora, trasmettendo il messaggio che un capo deve essere dotato di autorevolezza oltre che di autorità.

Una carriera militare assolutamente affascinante, soprattutto per chi non conosce il mondo “della divisa”. Ma ciò che più ha colpito sono state le sue parole e il suo atteggiamento assolutamente umano e comprensivo, così diverso da quello che ci si potrebbe aspettare da un militare. L’ha ascoltato una platea rapita e attenta, quasi stupita di come con tanta semplicità potesse parlare di relazioni e rapporti umani. Nonostante l’incontro sia durato solo un’ora, Camporini è riuscito a lasciare in tutti i presenti un profondo senso di responsabilità e di maturità. Una persona da prendere a modello, senza falsi luoghi comuni ma estremamente veritiero in tutte le sue parole e i suoi racconti.

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Senso di appartenenza e dinamicità: il trade off del manager

Roberto Renon, responsabile dell’Area di business Generazione di Enel, ha portato la sua interessante testimonianza e riflessione sulla figura del manager moderno agli allievi del programma Junior Consulting.

La figura del manager tracciata da Renon è una figura assolutamente dinamica e flessibile, conscia di doversi rimettere in discussione periodicamente e di adeguarsi al network aziendale nel quale si trova a lavorare. Necessario è però in ogni progetto essere motivati non solo a raggiungere un risultato finale, ma anche a creare un clima di continuo confronto e di discussione con gli altri collaboratori, un clima nel quale ci sia un forte senso di appartenenza agli obiettivi, dal momento in cui si firma il contratto alla scadenza dello stesso. Dalla sua esperienza emerge proprio questo: lavorare in campi apparentemente non affini (elettrico e trasporti) in luoghi lontani geograficamente e culturalmente come la Siberia, il Giappone e il Sud Italia, richiede lo sviluppo più di aspetti comportamentali e sociali aperti a contesti diversi, che di capacità conoscitive eccelse.

Ha concluso infatti dicendo che il Project Manager è lo stesso in ogni campo, ciò che cambia è il contesto, non le tecniche che sono universali. Per essere competenti c’è solo bisogno di condividere il contesto con chi è già inserito nell’azienda, anche in ruoli di minore responsabilità, e invertire il processo di knowledge che tipicamente va dal basso verso l’alto.

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